Innanzi tutto congratulazioni per la scelta effettuata!

Scegliendo le esche SA.GI.P. Lei ha manifestato la capacità di saper scegliere il meglio.

Infatti, utilizzando le nostre larve, Lei praticherà azioni di pesca con esche speciali, studiate e testate da Campioni del Mondo di pesca alla Trota, che sono  membri dello staff tecnico aziendale. Le esche SA.GI.P. sono impiegate nello svolgimento dei Campionati del Mondo di Pesca alla Trota in Torrente.

Per premiare la Sua scelta, per favorirne l’utilizzo e affinché Lei ottenga i risultati migliori, abbiamo realizzato per Lei questo manuale, che contiene informazioni dettagliate e consigli utili, per conoscere più da vicino la Camola del Miele SA.GI.P., e valorizzare quindi la Sua giornata sportiva.

La direzione SA.GI.P.

Camole del miele SA.GI.P.

Decisamente efficace, la camola SA.GI.P. è vivamente consigliata per la pesca alla trota, praticata in lago e torrente. Quest’esca,  di grande qualità e efficacia superiore, è particolarmente apprezzata per la luminosità, la consistenza e la compattezza dei tessuti. Queste caratteristiche sono ottenute attraverso il controllo di ogni fase della crescita e sono garantite dalla dieta particolare utilizzata in allevamento. Queste note distintive, cioè la consistenza e la compattezza dei tessuti, permettono un innesco veloce e contemporaneamente duraturo, molto resistente nelle fasi di lancio, di recupero della lenza e alla rotazione indotta dal pescatore. La camola SA.GI.P. è prodotta con dimensioni differenziate, per sfruttare al meglio ogni tipo di innesco.

La camola del miele SA.GI.P. è allevata con diete assolutamente naturali:  perciò è un prodotto che rispetta l’ambiente e la salute dell’uomo.

Innescare la camola: regole generali

Se notiamo una larva viva, osserveremo che cammina solo in avanti e non cammina mai all’indietro come i gamberi, quindi, per capire alla svelta da quale parte innescare la larva, dobbiamo considerare che, nella parte che avanza c’è la testa e, dall’altra, la coda.

Nella testa possiamo notare l’apparato boccale, simile ad un puntino nero, composto da due mascelle a tenaglia. Il foro collocato all’estremità opposta è invece il foro anale.

Quando inneschiamo dalla parte della testa, l’ideale è entrare con precisione fra le mascelle, cioè centrare il puntino nero. Se, diversamente, l’innesco parte dalla coda, è importante centrare il foro anale: così l’innesco risulterà più resistente nelle fasi di pesca, ed otterremo una rotazione ottimale. Per centrare queste aperture, il trucco è di schiacciare leggermente l’esca, con le dita che la trattengono. Inoltre, per gli inneschi ove si prevede di uscire con l’amo nel ventre dell’insetto, occorre uscire sempre fra le zampette, dove la pelle è più spessa e più resistente.

Innescare bene

In generale, è da preferire un amo a ferro sottile, per non lacerare eccessivamente la pelle dell’esca. Successivamente, per ogni tipo di innesco, viene comunque indicata la misura dell’amo consigliato. In ogni caso, per effettuare l’azione di innesco, consigliamo di tenere saldamente l’amo tra il pollice e l’indice, all’altezza della paletta, con il terminale fermato in leggera tensione all’interno del palmo della mano. L’esca va afferrata con pollice, indice e medio dell’altra mano, schiacciando leggermente nel punto in cui intendiamo entrare con l’amo. Per ottenere una buona rotazione dell’esca e avere una buona resistenza dell’innesco, dedicare molta attenzione al punto d’entrata dell’amo: testa o coda che sia.

L’importanza della rotazione

Quando si parla di rotazione dell’esca, si intende che, durante l’azione di recupero, l’esca ruoti intorno al proprio asse, propagando nell’acqua delle onde molto intense. La trota avverte le vibrazioni prodotte

nell’acqua, tramite i propri organi sensoriali, e così viene stimolato l’istinto predatore di attaccare l’esca. A questo scopo risulta importante l’innesco, il peso della larva e la consistenza dei tessuti: le larve SA.GI.P. sono studiate per favorire un efficace andamento “ad elica”, funzionale al miglior risultato.

Gli inneschi delle larve

Innesco veloce a piombino

  • Amo:  6-7.
  • Esecuzione:  si infila dalla bocca e si esce dalla coda.
  • Aspetto:  a parabola sulla curva dell’amo, con paletta scoperta.
  • Tecnica consigliata:  pesca a piombino sia a galla che a fondo, su molto pesce vorace.
  • Osservazioni e consigli:  resistente, anche per più catture, è un innesco facile, estremamente diffuso nelle gare di velocità. Innesco considerato inoltre efficiente, poiché l’esca è tutta sull’amo e, quando la trota abbocca, ha già tutto l’amo in bocca.

Innesco veloce a bombarda

  • Amo:  6-7-8.
  • Esecuzione:  si infila dalla bocca e si esce poco prima della metà del corpo, dalla parte delle zampe.
  • Aspetto:  sagoma diritta, a 60° rispetto all’asse filo-amo, con metà amo coperto.
  • Tecnica consigliata:  pesca a bombarda con assetto piatto da 8-15 grammi a galla su molto pesce vorace.
  • Osservazioni e consigli:  Innesco decisamente efficiente, poiché ruota molto bene durante l’azione di recupero e risulta convincente anche su pesci distanti. Bisogna lasciare mangiare bene, per non ferrare a vuoto. Con tale innesco, l’esca rischia di lacerarsi con lanci molto violenti o negli attacchi della trota: perciò occorre avere una mano leggera.

Innesco con larva appuntata

  • Amo:  n° 14 a filo sottile.
  • Esecuzione:   appena sotto la testina si entra e subito si esce con la punta dell’amo.
  • Aspetto:   estremamente naturale.
  • Tecnica consigliata:          pesca a galla con bombarde galleggianti anche in centro a laghi, abbinando terminali da due tre metri di lunghezza, oppure per pesca a penna, con pesce diffidente, ma affamato.
  • Osservazioni e consigli: meglio usare un amo scuro bronzato. Il risultato di questo innesco molto semplice è di presentare l’esca nel modo più morbido e naturale possibile. E’ consigliabile richiamare di tanto in tanto l’esca di un paio di metri, imponendo rotazione e attirando l’attenzione del predatore, per poi lasciarla ricadere con tutta naturalezza.

Innesco con larva sul filo

  • Amo:  n° 8-10 a filo sottile.
  • Esecuzione: si passa l’amo lungo tutta la camola facendolo uscire interamente. Risulta indifferente entrare dalla testa o dalla coda.
  • Aspetto:  larva diritta sul filo.
  • Tecnica consigliata:  pesca a galla lunga e lunghissima.
  • Osservazioni e consigli:  innesco molto resistente, col quale è impossibile perdere l’esca che, per  altro, non si lacera e non si stacca, dopo i primi morsi del predatore.  Durante il recupero l’esca si muove in modo irregolare entrando anche in rotazione, stimolando così l’attenzione della trota.

Innesco con larva da metà corpo

  • Amo:  8-10 a gambo corto.
  • Esecuzione: si infila la camola fra le zampette a metà corpo e si esce sulla coda,  oppure si sale verso la testa e si esce sulla stessa.
  • Aspetto: camola un po’ di traverso, con punta dell’amo in vista.
  • Tecnica consigliata:  pesca a piombino.
  • Osservazioni e consigli:    molto particolare e richiede alcune prove prima di trovare la giusta porzione per ottenere un buon movimento. Per questo innesco è necessario avere larve corpulente: scegliete perciò misura media-grossa. Ad ogni impulso provocato dal pescatore, l’esca farà uno scatto con direzione irregolare, che sollecita il predatore.

Innesco doppio classico

  • Amo: 6-7-8.
  • Esecuzione: prima larva innescata dalla coda alla bocca e fatta salire sopra la  paletta; seconda larva infilata dalla bocca e fuori ad un terzo del corpo, dalla parte delle zampette.
  • Aspetto: ad “L”: le due larve, testa contro testa, devono formare un angolo ideale di 90°, lasciando scoperta la punta dell’amo.
  • Tecnica consigliata: tutte le tecniche.
  • Osservazioni e consigli:    facile e diffuso,  molto efficace per pesci apatici che non mordono esche dure, o per pesca in profondità, quando un’esca appariscente e con ottima rotazione è fondamentale per ottenere buoni risultati.

Innesco doppio a scomparsa

  • Amo:  8- 10.
  • Esecuzione: prima larva dalla coda e fuori dalla bocca; sulla seconda larva entrare a 3-4 millimetri sotto la testa a salire verso la testa, senza uscire con la punta dell’amo.
  • Aspetto:  larve sfalsate che nascondono tutto l’amo.
  • Tecnica consigliata:  pesca a penna o a galleggiantino.
  • Osservazioni e consigli:     facile e resistente con rotazione limitata, si presta poco ad una pesca a recupero, ma offre il vantaggio che, per vari minuti la seconda esca rimane viva e si muove sull’amo.

Innesco a polpetta

  • Amo:  6-7-8.
  • Esecuzione:  prima larva innescata dalla coda alla bocca e fatta salire sopra la paletta; seconda, terza e quarta larva, appena appuntate per la testa o per la coda.
  • Aspetto:  la larva sul gambo sembra essere la testa delle altre (che possono essere nel numero di 2, 3 o più), che si mostrano come tentacoli.
  • Tecnica consigliata:  pesca in attesa a fondo, penna o galleggiante.
  • Osservazioni e consigli:  facile, senza particolari accorgimenti, molto appariscente. Molto efficace con acque velate e torbide, pescando a galleggiante.

L’alimentazione delle esche vive

Al momento della vendita, le nostre esche hanno completato lo sviluppo e non hanno bisogno di alimentarsi ulteriormente.

La conservazione

Per innescare nel modo migliore, le larve vive devono essere conservate al meglio Perciò le esche SA.GI.P. sono commercializzate con scatole areate e, utilizzando la confezione originale per un’ottima conservazione, basterà controllare la temperatura dell’ambiente dove vengono riposte.

Durante la pesca. Considerate che la temperatura esterna non dovrà superare i 30 gradi centigradi e scendere sotto i 0 gradi (non congelare). A queste temperature le esche si conservano per l’intera giornata di pesca.

Durante l’azione di pesca, per mantenere la temperatura entro i valori sopra indicati, si consiglia l’uso di membrane termiche, o l’uso di bustine scaldamani, nel caso di temperature molto rigide. Conservare le larve all’ombra, in caso di caldo particolare.

In casa. Le esche rimaste  devono essere conservate ad una temperatura da +3° fino a 15° centigradi. Ricordate che, quando le larve sono state al freddo, sembrano morte. In questo caso occorre riscaldarle lievemente e con gradualità, evitando bruschi cambiamenti di temperatura. In breve tempo, esse torneranno a possedere la consistenza e la vitalità ideali per favorire la Vostra azione di pesca che, diversamente, sarebbe penalizzata.

In ogni caso, per un’ottima conservazione delle larve vive,  risulta importante riporle in un ambiente fresco, con umidità molto contenuta, e mantenerle pulite: eliminate quindi  dalle confezioni le eventuali esche morte. In questo modo prolungherete la vita delle esche vive.